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MUSEI E GALLERIE

Il museo di S.Verdiana


 
COME NASCE
 
Il Museo di Santa Verdiana nasce da una convenzione tra il Comune e il Vicariato Foraneo di Castelfiorentino, con la collaborazione della Curia Arcivescovile di Firenze, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze, la Soprintendenza per i beni artistici e storici, la Cassa di Risparmio di Firenze e la Cassa di Risparmio di San Miniato.
Il nome che è stato scelto, "Museo di Santa Verdiana", vuole segnalare lo stretto legame tra il Museo, il Santuario e la Santa, simbolo della realtà territoriale di Castelfiorentino.
 
DOVE SI TROVA
 
Sede del museo è un'antica struttura rustica, detta il Casalone, adiacente al Santuario di Santa Verdiana.
La specificità del Museo di Castelfiorentino rispetto agli altri musei del territorio è proprio lo stretto rapporto tra il Museo e il Santuario; infatti, accanto a opere provenienti da chiese di campagna, sono ospitati nel Museo anche dipinti e arredi che fanno parte del patrimonio del Santuario.

DESCRIZIONE
 
La peculiarità degli oggetti ha indotto all'esposizione delle opere in sezioni speciali, garantendo ai manufatti più delicati, quali i codici e i tessuti, una conservazione più corretta.

Simbolo del Museo è la tavola cuspidata a fondo oro rappresentante Santa Verdiana, l'esempio più antico dell'iconografia della Santa, che introduce alla PRIMA SEZIONE del Museo, collocata nel corridoio adiacente al Santuario e dedicata ai dipinti piu antichi. Qui sono esposti una Croce dipinta da Corso di Buono (proveniente dalla chiesa di San Prospero a Cambiano), le opere di Taddeo Gaddi (tra cui la Madonna col Bambino, precoce e intelligente interpretazione della Madonna di Ognissanti di Giotto) e i laterali di un polittico di Jacopo del Casentino (raffiguranti Santa Caterina, Sant'Andrea e San Giovanni Evangelista).

La SEZIONE DEI CODICI MINIATI ospita importanti esemplari databili dal secolo XIII al secolo XVI, tra i quali alcuni codici trecenteschi che presentano miniature eseguite da un anonimo artista battezzato come Maestro delle Effigi Domenicane.
Nella parte centrale di fondo domina l'opera più preziosa del Museo, la Madonna col Bambino attribuita a Cimabue.

Nella prima parte del SALONE CENTRALE, al quale si accede dal corridoio, e collocata la sezione delle sculture, con veri e propri capolavori (come il gruppo ligneo trecentesco dell'Annunciazione di Mariano d'Agnolo Romanelli e la cinquecentesca Madonna col Bambino della chiesa di Santa Maria a  Petrazzi); il resto della sala e dedicato alla pittura fiorentina dagli ultimi anni del Trecento fino al Cinquecento, con tipici prodotti delle botteghe tardo-gotiche.

Una piccola sala attigua raccoglie interessanti parametri e arredi liturgici di varie epoche e di differenti tessuti (velluti, broccati, lampassi), con motivi "a pizzo" e "bizzarre". Nello stesso ambiente, in una grande vetrina-armadio, sono esposti gli esemplari più importanti di argenteria, come i candelieri di Bernardo Holzman, orafo granducale.

Il PIANO SUPERIORE, ornato da tele e tavole di epoca più tarda (dalla fine del Cinquecento al Settecento), e dedicato alle argenterie. Accanto a importanti Croci astili tre-quattrocentesche provenienti da chiese dismesse, sono riuniti calici, candelieri e ostensori commissionati da famiglie nobili e possidenti; questi committenti donarono poi le opere alla santa, arricchendo il suo Santuario di un patrimonio storico-artistico di notevole interesse e diffondendo il culto di Santa Verdiana a Firenze.
 
 




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Contatti

Propositura Collegiata
Via Timignano, 1
Tel. 0571 64096
Rivolgersi a Don Marco Viola, Proposto di Castelfiorentino

Orario di apertura: sabato ore 16-19; domenica ore 10-12 e ore 16-19; il mercoledì l'apertura è riservata alle scuole, previo appuntamento da prendersi contattando la Propositura.

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